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LA CHIRURGIA OFTALMOPLASTICA

 

 

La Chirurgia oftalmoplastica è la parte dell’oftalmologia che si occupa della chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica delle palpebre e del terzo superiore del volto, della chirurgia delle vie lacrimali, della chirurgia traumatica e oncologica dell’orbita, ed infine della chirurgia della cavità anoftalmica. Una parte importante della chirurgia oftalmoplastica riguarda la chirurgia estetica del terzo superiore del volto e comprende interventi come la blefaroplastica, la correzione della ptosi del sopracciglio e il lifting malare, che consentono di correggere difetti quali palpebre cadenti, borse di grasso, occhiaie e cedimento della regione zigomatico-facciale che invecchiano la fisionomia del volto.
La ptosi palpebrale
Con il termine di ptosi ci si riferisce generalmente ad un anomalo abbassamento della palpebra superiore in posizione primaria di sguardo che determina una riduzione della rima palpebrale. In condizioni normali il bordo palpebrale superiore è situato 1-2 mm sotto il limbus. L’alterata funzionalità della palpebra superiore può dipendere o da un alterazione dei muscoli che controllano la retrazione della palpebra superiore (il m. elevatore della palpebra superiore e il m. di Muller) o da un alterazione delle strutture nervose deputate al controllo di questi muscoli (III nervo cranico). La ptosi può essere uni o bilaterale, può presentarsi alla nascita (congenita) o durante la vita (acquisita).
La maggior parte dei bambini affetti da ptosi congenita, tende a sollevare spontaneamente il sopracciglio per aprire di più l’occhio e a tenere il mento sollevato. Questo problema diventa evidente quando il piccolo ha un buon controllo del capo, di norma a 4-5 mesi di età. Nei casi gravi, quando cioè la ptosi richiede una posizione di compensazione del mento per guardare avanti, o quando la funzionalità visiva può essere compromessa l’intervento chirurgico dovrà essere effettuato entro il primo anno di età; nelle forme meno gravi l’operazione può essere rimandata di alcuni anni.
Se si è di fronte ad una ptosi acquisita, la causa è da ricercarsi nell’involuzione senile del tendine del muscolo elevatore, da paralisi del III° nervo cranico, da miopatie o da traumi. L’intervento per la correzione della ptosi palpebrale consiste nel rinforzare il muscolo elevatore della palpebra consentendo un normale allineamento delle palpebre superiori.
Entropion ed ectropion
L’introflessione (entropion) e l’ estroflessione (ectropion) del bordo palpebrale sono condizioni che si verificano generalmente nelle persone anziane e in seguito alla formazione di cicatrici. L’entropion può causare seri problemi per effetto dell’azione di abrasione delle ciglia sulla superficie oculare.
L’entropion è causato da lassità palpebrale, da un’alterazione del muscolo che regolano la chiusura delle palpebra (muscolo orbicolare) e da un’anomala funzione del muscolo che regola il movimento verso il basso della palpebra inferiore (muscoli retrattori).
L’ectropion è la conseguenza del rilassamento dei tessuti della palpebra e comporta uno scarso drenaggio delle lacrime attraverso il sistema naso-lacrimale con conseguente arrossamento, irritazione e fuoriuscita delle lacrime. L’ectropion di solito è acquisito, il più delle volte si osserva in età senile in relazione a processi involutivi che indeboliscono le strutture palpebrali ed i loro tendini.
Entrambe queste condizioni possono essere corrette con un intervento chirurgico che ripristina la normale struttura palpebrale della durata di circa 30 minuti in anestesia locale.
La blefaroplastica
La blefaroplastica è l’intervento chirurgico che “modella le palpebre” eliminando in pratica i due inestetismi più frequenti: la palpebra superiore cadente e le borse sotto gli occhi, migliorando senza lasciare cicatrici visibili. Molto spesso oltre all’eccesso di cute si può verificare un prolasso di grasso orbitario che accentua il difetto e che determina il formarsi di borse adipose soprattutto nella parte della palpebra superiore più vicino al naso.
La blefaroplastica può essere eseguita solo alle palpebre superiori solo a quelle inferiori oppure a entrambe.
Le incisioni sulla palpebra superiore formano una sorta di ellisse che ha un vertice in prossimità del canto interno dell’occhio e l’altro alcuni millimetri oltre il canto esterno.
Si interviene in modo simile anche sulla palpebra inferiore, variando leggermente la forma delle incisioni, che risultano meno arcuate.
Il chirurgo quindi separa il tessuto cutaneo da quello adiposo e muscolare, eliminando le porzioni in eccesso, come nel caso di borse sotto gli occhi. Le suture vengono praticate in modo da far risultare minime le cicatrici, che comunque combaceranno con le pieghe naturali delle palpebre superiori e, per la blefaroplastica inferiore, si troveranno appena al di sotto della rima palpebrale.
La blefaroplastica consiste nella rimozione di ciò che è in eccesso, specificamente di tutta la cute (ed il muscolo orbicolare che la riveste internamente) avendo però assoluta cura nel lasciare la quantità minima per garantire la chiusura palpebrale spontanea.
Alla blefaroplastica possono essere associate tecniche di ringiovanimento, elevazione del sopracciglio o correzione di una eventuale ptosi palpebrale. La blefaroplastica deve essere modellata su ogni singolo paziente e può essere eseguita sulle sole palpebre superiori, inferiori o in entrambe le regioni.
L’intervento di blefaroplastica viene eseguito in un ambiente sterile (sala operatoria), normalmente in anestesia locale associata o meno a una sedo analgesia.

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