anatomy-2030238_1920

Laserterapia retinica, mirata ed efficace

La retina è la membrana più interna presente nell’occhio ed è la componente fondamentale per una corretta funzionalità visiva. Quando questa viene colpita da patologie di varia natura, possono verificarsi limitazioni gravi alla vista, sino alla cecità completa. Le principali patologie della retina sono la degenerazione maculare, il distacco della retina, che può essere parziale o totale, la retinopatia diabetica e le malattie vascolari retiniche (trombosi arteriose e venose).

Le tecniche di intervento

Oggi le tecniche che permettono di intervenire nelle patologie che colpiscono la retina sono sempre più avanzate e si avvalgono di strumenti tecnologici all’avanguardia. La chirurgia vitreo retinica in particolare sfrutta strumenti di precisione che permettono di intervenire praticando micro-incisioni, aspetto che rende questo tipo di intervento poco invasivo e facilita il recupero in tempi brevi. Fondamentale per raggiungere questi livelli è la costante ricerca, che negli ultimi anni ha fatto passi da gigante, grazie anche alle innovazioni tecnologiche.

La laserterapia

E’ il caso della laserterapia retinica che in molti casi sta sostituendo la chirurgia classica con ottimi risultati. Il laser retinico (argon laser) viene usato generalmente per “bruciare” zone della retina malata, ma può essere impiegato anche per fissare la retina sana intorno a zone patologiche (fori o lesioni). L’obiettivo è quello di ottenere delle cicatrici che rinforzino la retina nei suoi punti più delicati. Al paziente, che deve aver prima firmato il consenso informato al trattamento, viene anestetizzato l’occhio con gocce di anestetico locale, dopodiché gli si applica una lente a contatto con idonei filtri al trattamento.

Il medico utilizza quindi un puntatore per mirare le zone della retina da trattare, operazione che potrebbe provocare un lieve dolore, paragonabile a piccole punture, a seconda dell’energia impiegata col laser. Al termine del trattamento viene rimossa la lente, si istilla un collirio lubrificante e un antibiotico, dopodichè il paziente può tornare a casa.

Durante i primi 15-20 giorni successivi al trattamento con argon laser è importante una corretta idratazione. È consigliabile bere circa 1,5 litri d’acqua ogni giorno per ovviare al naturale effetto riscaldante del laser sulla retina. Il laser, infatti, agisce scaldando la retina e, passando attraverso il bulbo oculare, inevitabilmente viene scaldato anche il liquido che lo riempie.

La conseguenza è che la quantità di corpo vitreo, essendo composto per gran parte d’acqua, si riduce. La disidratazione del vitreo provoca una sua contrazione e, quindi, in mancanza di una adeguato reintegro proveniente dall’esterno, si accresce il rischio di trazioni vitreo-retiniche e di rotture periferiche della retina stessa.